Tidal Waves, intervista: il percorso musicale verso “Caro Vecchio Neon”

Con “Cloroformio”, i Tidal Waves mostrano il lato più ruvido e diretto della loro musica, alternando chitarre distorte, passaggi psichedelici e momenti di maggiore tensione. Il singolo anticipa “Caro Vecchio Neon”, il nuovo album in uscita il 20 novembre per Overdub Recordings, che segna anche il passaggio della band napoletana alla scrittura in italiano.

Un cambiamento che riguarda non soltanto i testi, ma anche il modo di costruire le canzoni, tra sperimentazione, atmosfere sospese e sonorità più aggressive. Il confronto tra i primi due singoli permette di conoscere meglio le diverse caratteristiche del disco e le scelte musicali che hanno accompagnato la sua realizzazione.

Dopo “Caro Vecchio Neon” avete scelto “Cloroformio” come secondo singolo. Quali aspetti differenti del vostro progetto volevate mettere in evidenza?
“Caro Vecchio Neon” introduceva bene una tensione che procede per accumulo, con il ritmo e le due voci a tenerla continuamente in movimento. Con “Cloroformio” volevamo far emergere anche la forza più ruvida del nostro suono. È il brano del disco in cui i fuzz e la batteria si fanno più aggressivi, e nel quale il rapporto fra parti rarefatte e passaggi compatti è più evidente. Ci interessava che si sentisse quanto questa durezza appartenga alla nostra scrittura e come continui a convivere con le atmosfere più stranianti.

I due brani rappresentano anime diverse dei Tidal Waves oppure fanno parte di un percorso musicale comune?
Direi che appartengono allo stesso percorso, anche se si muovono in maniera diversa. In entrambi c’è una frattura che attraversa tanto le parole quanto la musica: la difficoltà di riconoscersi in un’immagine stabile, di capire dove finisca ciò che siamo e cominci quello che ci condiziona. “Caro Vecchio Neon” insiste su questa distanza attraverso un andamento ossessivo; “Cloroformio” la espone con cambi di intensità più bruschi. Il punto comune è la ricerca di un equilibrio che lasci sentire le forze che lo mettono continuamente in discussione.

Avete parlato di una componente psichedelica che attraversa tutto il disco. In quali forme si manifesta negli altri brani?
Si manifesta soprattutto nel modo in cui si costruiscono e si trasformano le atmosfere. In alcuni passaggi passa attraverso le stratificazioni di chitarre e synth, in altri attraverso gli intrecci delle voci o la scelta di trattenere una tensione più a lungo di quanto ci si aspetterebbe. Anche gli elementi elettronici e ambient contribuiscono a spostare la percezione di quello che si sta ascoltando. È una sensibilità che coinvolge la forma delle canzoni: ci interessa che un brano possa farti perdere per un momento l’orientamento, anche quando gli strumenti e le melodie sembrano familiari.

Nella scelta dei singoli, quanto pesa la volontà di presentare gradualmente le diverse sfaccettature del vostro sound?
Pesa, perché un disco contiene relazioni che un singolo, da solo, può restituire soltanto in parte. “Caro Vecchio Neon” ci sembrava il punto da cui iniziare: dà il titolo all’album e contiene molte delle domande attorno alle quali abbiamo lavorato. “Cloroformio” permette di ascoltare come quella ricerca possa assumere anche una forma più fisica. La scelta segue quello che riconosciamo nei pezzi e il rapporto che hanno fra loro. Ci piacerebbe che, arrivando al disco, si potesse riascoltare ciascuno dei due singoli alla luce delle altre canzoni.

Che cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo disco rispetto al percorso musicale che avete costruito fino a oggi?
Il cambiamento più importante è il passaggio all’italiano, che ha inciso anche sul modo di comporre. Cantare nella nostra lingua ci ha costretti a esporci di più, a fare i conti con il peso e la cadenza delle parole. I brani hanno guadagnato spazio per le atmosfere e per sviluppi meno lineari, conservando la forza delle chitarre e il dialogo fra le due voci. Il lavoro con Joey Santoro e Andrea Caccese ci ha aiutato a tenere insieme l’impatto della sala prove e le possibilità dello studio. “Caro Vecchio Neon” uscirà il 20 novembre per Overdub Recordings: dentro ci sono quasi due anni di questa ricerca.